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  • La lotta ai nematodi non è facilmente perseguibile, a causa della mancanza di presidi chimici che in passato erano consentiti.

    Nel secolo scorso veniva fatto largo uso di fumiganti come il bromuro di metile e la miscela dicloropropene e dicloropropano, che, sebbene fossero efficaci nel portare le specie dannose al di sotto della soglia di danno, comunque non erano in grado di eradicarle, per cui il loro uso era necessario annualmente e portava con sé le temute conseguenze legate alla degradazione, all’accumulo di residui tossici per l’ambiente e per la salute, allo squilibrio dei suoli. Gli attuali mezzi a disposizione come la rotazione colturale hanno capacità limitata, in quanto, in viticoltura, per abbattere le popolazioni dei nematodi dannosi occorrono in media dai 4 ai 10 anni: tempistica difficilmente adottabile e che richiede uno sforzo che può essere vanificato dal fatto che molte specie sopravvivono anche sulle infestanti. Se si considera, inoltre, che tra queste specie vi sono anche vettori di virus come Xiphinema index, vettore del GFLV (grapevine fan leaf virus), la situazione si complica ulteriormente. GFLV è il virus responsabile dell’arricciamento fogliare della vite, spesso ritrovato associato ad ArMV (arabic mosaic virus, trasmesso da X. diversicaudatum) nel complesso della sindrome della degenerazione infettiva della vite (in francese court-noué), con conseguenti perdite di produzione molto consistenti. La lotta al GFLV è esclusivamente preventiva. Tra i metodi di controllo tradizionali, ancora oggi impiegati, vi sono l’analisi nematologica e micologica del terreno pre-impianto che ne attesti lo stato di buona salute (cioè l’assenza di nematodi vettori di virus e di funghi agenti di marciumi radicali), l’impiego di portainnesti resistenti e l’uso di materiale certificato a livello sanitario. La lotta al vettore, endemico nell’area mediterranea, risulta difficile, per i motivi su citati, e comunque sarebbe utile per il contenimento delle popolazioni (danni diretti), ma poco efficace nel controllo delle virosi (danni indiretti). X. index è estremamente longevo (il suo ciclo vitale può durare più di un anno), può sopravvivere su ospiti come il fico, il gelso, la rosa ed altre piante arboree, interagisce specificamente con GFLV e può acquisirlo non solo attraverso le piante malate nel vigneto, ma anche attraverso detriti radicali di piante rimosse. Al fine di non rendere vano l’utilizzo di materiale virus esente, nei suoli contaminati da X. index occorrerebbe comunque provvedere all’eradicazione completa di tutti gli individui presenti nel terreno, all’eliminazione totale dei residui radicali della coltura precedente, di altre piante ospiti di X. index e risanare il terreno, effettuando una rotazione con colture non ospiti (es. cereali o foraggi), pratica non sempre attuabile. E’ fondamentale, dunque, chiarire lo stato dei terreni negli areali di maggiore importanza economica della vite ed affrontare i problemi in relazione alla presenza delle specie dannose, della loro carica e l’eventuale associazione con i virus. Accertato il contesto fitopatologico, occorre attuare strategie di lotta innovative in linea con il ripristino degli equilibri biologici dei suoli.

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  • Articoli  della struttura progettuale riguardanti, le diverse work package 

  • Articoli  della struttura progettuale riguardantiWork package 

  • Il suolo non è un ambiente inerte, ma un sistema dinamico in cui è presente un’elevata biodiversità, ed in cui gli organismi viventi...

    ..... stabiliscono rapporti tra loro e con la materia non vivente, instaurando degli equilibri che garantiscono il perfetto funzionamento di tale sistema. In territori con forte tradizione viticola come i paesi dell’UE (Francia, Spagna, etc.), il succedersi dei vigneti per secoli sempre sugli stessi terreni ha portato all'instaurarsi di problematiche fitopatologiche di varia natura, che attualmente sono divenute endemiche della vite e rappresentano il fattore limitante della coltura. Inoltre, pratiche agricole legate allo sfruttamento ed alla compattazione del terreno - l’apporto continuo di acqua e concimazioni, l’impiego di fumiganti e nematocidi - hanno comportato, nel tempo, una riduzione significativa di tutte le specie telluriche sia in termini di densità che biodiversità, determinando un forte squilibrio tra esse, e la selezione e la concentrazione di specie strettamente dipendenti dalla coltura (parassiti), a discapito di organismi non dannosi (incluso gli antagonisti naturali dei parassiti). Eliminare la biodiversità all'interno di un terreno e renderlo, di conseguenza, poco equilibrato, significa amplificare i danni arrecati dalle specie "cattive". Le notizie sulle problematiche nematologiche dei vigneti della Regione Campania sono molto scarse e la conoscenza dei danni diretti ed indiretti (come la trasmissione di virus economicamente importanti e l’interazione sinergica con funghi patogeni) è spesso ignorata. Ne conseguono perdite di produzione quali/quantitative ed un aggravio di agrofarmaci che, oltre ad aumentare i costi di produzione, incidono in maniera negativa sia sull'ambiente che sulla qualità del prodotto finale.

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  • La Campania è una regione che presenta una spiccata vocazione per la coltivazione della vite, grazie a caratteristiche favorevoli.

    Il territorio campano vanta numerosi vitigni autoctoni (oltre cento), pregiati e largamente apprezzati a livello nazionale e mondiale. Da questa straordinaria ricchezza varietale, dalla molteplicità degli ambienti con connotazioni specifiche (appartenenti al nucleo costiero, vulcanico o afferente alle aree dell'entroterra), e dalla selezione dei vitigni che nel tempo si sono perfettamente adattati a questi luoghi, hanno origine vini con caratteristiche differenti, e tra questi vi sono 15 DOC, 4 DOCG e 10 IGP. La viticoltura è da tempo uno i settori trainanti l'economia agricola regionale e le zone maggiormente vocate alla coltivazione della vite hanno sempre rappresentato un punto di riferimento per l'agricoltura locale. Dagli ultimi dati elaborati dall'Istat nel 2010 (VI Censimento generale dell'agricoltura), la produzione enologica campana è risultata essere superiore a 1,3 milioni di ettolitri di vino. In termini di superficie vitata, la provincia di Benevento occupa il primo posto con circa 10530 ha, ed è seguita da Avellino con 5738 ha, Salerno con 3328 ha, Caserta con 2077 ha e Napoli con 1619 ha, per un totale di 23292 ettari di vigneti coltivati, che caratterizzano gran parte degli splendidi paesaggi agricoli di tutta la regione.

  • Il progetto Dioniso nasce come proposta in risposta alla misura PSR Campania 2014/2020.

    Tipologia di intervento 16.1.1 "Sostegno. Il progetto Dioniso nasce come proposta in risposta alla misura PSR Campania 2014/2020. Tipologia di intervento 16.1.1 "Sostegno... per la costituzione e il funzionamento dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura" - Bando 16.1 azione 2 "Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)" - approvato con DRD AdG n° 339 del 29/12/2017 su BURC n°1 del 02/01/2018 e ss.mm.ii Appare nella graduatoria Graduatoria Regionale Definitiva per le Focus Area P4, 5A, 5C e 6°. Le attività fanno capo al decreto di concessione della Regione Campania n.113 del 08/07/2019 . I dati enunciati rappresentano la base giuridica che ha permesso l’ufficializzazione della Associazione temporanea di scopo costituita dalla partnership di progetto il 27 settembre 2019. Così nasce il progetto DIONISO che intende individuare interventi tecnologicamente innovativi in risposta a problematiche del settore vitivinicolo campano; contestualmente proporre pratiche agricole strategiche nella gestione del suolo e del territorio. Come ulteriore obiettivo il progetto intende operare una azione disseminatoria unitamente a corsi di formazione dedicati alle specifiche tematiche settoriali. La difesa dai nematodi, la valorizzazione delle buone pratiche agricole sostenibili, saranno intese come strumenti di valorizzazione della produttività delle aziende viticole campane.

  • WP1: Coordinamento

    Le attività prevedono il coordinamento per l'intera durata del progetto, l'organizzazione di meeting periodici con i tre soggetti partecipanti e riunioni per la gestione dei rapporti con il committente (Regione Campania), la stesura di report sullo stato di avanzamento dei lavori ed attività informatiche.

  • “La nuova consapevolezza maturata in noi di essere parte costitutiva dell’ecosistema e di partecipare in prima persona, vittime

    e carnefici, alla sua distruzione, ci suggerisce che inquinare l’ambiente significa avvelenare noi stessi. Che quando i pesci muoiono nei fiumi, quel veleno che li ha uccisi giungerà ben presto nella caraffa d’acqua cosiddetta potabile sulla nostra tavola. Che quando vendiamo per 30 denari una foresta, abbiamo venduto, con gli alberi abbattuti, parte della nostra eredità d’ossigeno, che con l’ape uccisa oggi dalle molecole di sintesi muore la speranza nei fiori del futuro.” - cit. Giorgio Celli
    Gli angeli delle piante e la loro costante sfida …

    Le piante rappresentano circa l’80% della biomassa terrestre, vale a dire l’insieme di tutte le forme viventi presenti sul nostro pianeta. Esse svolgono funzioni di primaria importanza negli ecosistemi: producono ossigeno e sono fonte di nutrimento per diversi organismi, tra cui l’uomo; interagiscono in diversi modi con la materia vivente e non vivente; garantiscono la nostra sopravvivenza e rappresentano, dunque, il nostro più sensibile patrimonio da salvaguardare.
    L'aumento demografico spinge l'uomo, oggi più che mai, alla conversione di ambienti naturali in agrosistemi, che, rispetto agli ecosistemi naturali, sono volutamente mantenuti in una condizione di forte squilibrio per favorire un determinato tipo di coltura e garantire una certa produttività. Per diverso tempo, pratiche agricole come i massicci apporti d'acqua e di energia, l'utilizzo di prodotti chimici fitosanitari, non hanno tenuto conto degli effetti di questi ultimi sull'ambiente. Tuttavia, gli agricoltori si trovano spesso a dover fronteggiare avversità che minacciano il raccolto, di fronte alle quali è impossibile restare inerti. Le piante sono, infatti, sottoposte a diversi stress di origine abiotica (siccità ed altre avversità atmosferiche) e biotica (organismi dannosi), ai quali reagiscono mettendo in atto svariate risposte di difesa e di adattamento, e fenomeni come la globalizzazione e i cambiamenti climatici causano un aumento considerevole di questi stress, mettendo a dura prova la salute delle piante e ponendo l’uomo di fronte a sfide difficili. L'arrivo di specie aliene provenienti da paesi esteri e il loro adattamento a nuovi areali con clima favorevole genera, ogni giorno, nuove emergenze fitosanitarie. Pensiamo, ad esempio, ai danni causati da insetti come la “golosa” cimice asiatica, la tignola del pomodoro (Tuta absoluta), il cinipide galligeno del castagno, aleurodidi e tripidi vettori di fitovirus (geminivirus e tospovirus) pericolosissimi per tantissime specie vegetali; da batteri come Xylella fastidiosa, agente del disseccamento rapido degli ulivi; dal fitoplasma della flavescenza dorata della vite; da funghi, nematodi, acari ed piante aliene (queste ultime, oltre a colonizzare interi territori a discapito di specie autoctone, sono anche potenziali serbatoi virali, come lo sono le erbe infestanti). Quelli appena citati rappresentano soltanto una piccola parte degli agenti di danno che costantemente minacciano il mondo vegetale limitando i raccolti e causando gravi danni economici ed ecologici. La sfida più ardua per l’uomo è ricercare dei metodi di lotta contro le avversità nel rispetto dell’ambiente, riducendo i rischi legati all’uso i pesticidi chimici e fitofarmaci come lo sconvolgimento degli equilibri ecosistemici, l’accumulo di residui tossici che alterano la qualità dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e dei frutti del raccolto che diventano cibo sulle nostre tavole, nonché la costante minaccia che essi rappresentano per il futuro degli insetti impollinatori, dunque delle piante.

    Fonti bibliografiche:
    Bar-On YM, Phillips R, Milo R. The biomass distribution on Earth. PNAS May 21, 2018 https://doi.org/10.1073/pnas.1711842115
    http://www.ipsp.cnr.it/
    https://www.cnr.it/it/istituto/121/istituto-per-la-protezione-sostenibile-delle-piante-ipsp

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  • DI.O.N.Is.O è un progetto di ricerca e trasferimento tecnologico di durata triennale, che nasce con l’intento di valorizzare e difendere, con interventi ecosostenibili innovativi, la viticoltura campana da danni causati dai nematodi fitoparassiti, specie che nel tempo sono state selezionate a causa di pratiche agricole che hanno sconvolto gli equilibri preesistenti tra gli organismi del suolo. Gli interventi tecnologicamente innovativi consistono, appunto, nel preservare e ripristinare tali equilibri. L’iniziativa coinvolge il CNR-IPSP (Sezione di Portici), normalmente impegnato nello studio e nella ricerca di metodi di lotta ecosostenibili per la protezione delle piante, l’azienda vinicola Cantina Riccio e la Società Consortile MAReA Scarl come soggetto Capofila. In prima istanza verrà effettuata un’attenta valutazione dello stato di salute dei vigneti di Cantina Riccio, attraverso la caratterizzazione della nematofauna, della comunità microbica annessa ed il monitoraggio del GFLV, virus trasmesso da X. index e responsabile di danni economici ed ecologici importanti. Seguirà la messa a punto di un metodo di lotta basato sull’impiego di ceppi microbici e/o loro metaboliti che sono in grado di migliorare il rapporto pianta-suolo e tenere a bada, attraverso il naturale biocontrollo, le specie parassite. Le innovazioni verranno trasferite nei vigneti e la loro efficacia sarà valutata grazie al monitoraggio successivo. La realizzazione di supporti scientifico-divulgativi risulta fondamentale per condividere i risultati con la comunità scientifica e con i diversi attori della filiera vitivinicola, incentivando, di conseguenza, la produttività delle aziende, e con la possibilità di trasferire le tecniche in altre realtà agricole.

    Applicazioni - Dioniso utilizza delle applicazioni innovative per il contenimento della nella nematofauna che riguardano: l’uso di sostanze naturali, la biofumigazione del terreno, l’applicazione di biostimolanti e di microrganismi benefici, le concimazioni organiche, la solarizzazione del terreno.

    Impatto - Le attività messe in essere dalla compagine possono avere effetti positivi nell’ambito della salute dei consumatori, la tutela della biodiversità, l’incremento dei margini di redditività, il miglioramento dei suoli e della qualità dei prodotti agroalimentari.

    Metaboliti - L'impiego dei metaboliti biologicamente attivi potrà essere utile a tutte le aziende vitivinicole del territorio campano e nazionale per la possibilità di preservare lo stato di salute dei vigneti e ripristinare gli equilibri degli ecosistemi connessi alla viticoltura.

    A causa delle pratiche agricole legate allo sfruttamento ed alla compattazione del terreno, l’area in cui il progetto si svolge, subisce un depauperamento notevole ed un accumulo di parassiti legati alla coltura. Dioniso, intende offrire una sua azione in un territorio che annovera 15 DOC e 4 DOCG, oltre a 10 IGP.

    Realizzato nell'ambito del PSR Campania 2014-2020 - Tipologia Intervento 16.1.1 “Sostegno per costituzione e funzionamento dei GO del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura” - Azione 2 “Sostegno ai POI” - DI.O.N.Is.O - Impiego di tecnologie innovative per la difesa eco-compatibile da nematodi, atte a preservare e ripristinare gli equilibri degli ecosistemi connessi alla viticoltura

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  • Dionisio è un progetto che promuove in chiave moderna l'uso efficiente delle risorse. Si tratta di una possibilità concreta volta al miglioramento della redditività, la produttività, la competitività, la riduzione delle emissioni, il rispetto dell'ambiente della filiera agricola e vitivinicola. Anello di congiunzione tra la terra, rispetto dell’ambiente, valorizzazione di pratiche biologiche. Dioniso si propone quale progetto volto al miglioramento del rapporto pianta suolo, attraverso la funzione di microorganismi adatti al biocontrollo. Contributo all’agrosistema campano e alla qualità delle produzioni vitivinicole nel rispetto della natura. Opportunità di divulgazione dei dati ricercati ed estensione al sistema rurale campano comprendendo tutti i suoi stakeholder


    Gli obiettivi di DI.O.N.IS.O. sono, in primis, accertare lo stato dei terreni ad alta vocazione vinicola attraverso la caratterizzazione della nematofauna e la valutazione delle malattie, ed in seguito mettere a punto, attraverso prove sperimentali, un metodo di lotta innovativo che verrà trasferito in pieno campo, da solo o integrato con altre pratiche ecosostenibili, allo scopo di migliorare lo stato fitosanitario dei vigneti ed incrementare quantitativamente e qualitativamente le produzioni viticole. ateria di produttività e sostenibilità dell'agricoltura” - Azione 2 “Sostegno ai POI” - DI.O.N.Is.O - Impiego di tecnologie innovative per la difesa eco-compatibile da nematodi, atte a preservare e ripristinare gli equilibri degli ecosistemi connessi alla viticoltura

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  • WP2: Monitoraggi e studi preliminari sulla caratterizzazione della nematofauna nelle aree ad alta vocazione vinicola


    Le attività, previste per la stagione primaverile ed autunnale, consistono nel monitorare l'incidenza dei nematodi e delle virosi, e nello studio delle comunità microbiche del suolo, attraverso sopralluoghi nei vigneti di Cantina Riccio, durante i quali vengono effettuati: osservazione, registrazione e mappatura dei sintomi, prelievo di campioni di terreno per la caratterizzazione della nematofauna tellurica e delle comunità microbiche annesse, e di materiale vegetale per la verifica della presenza del GFLV, trasmesso da X. index. Nell'ambito del Innovazione i, l'attività prevede anche lo sviluppo e la messa a punto di un test diagnostico molecolare per l'individuazione rapida del virus in campo (tecnologia RT-LAMP). In parallelo, vengono effettuate ricognizioni bibliografiche sulle ultime novità in tema di lotta ai nematodi e alla degenerazione infettiva della vite.
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  • WP3: Prove in condizioni controllate: selezione dei mezzi individuati come efficaci per il trasferimento dell'innovazione in campo


    Il piano sperimentale consiste: nella selezione dei microrganismi e/o delle molecole (bioformulati) più adatte al biocontrollo dei nematodi ed in grado di migliorare il rapporto pianta-suolo (proprietà nutraceutiche), mediante saggi di antagonismo in vitro; nell’allestimento di prove in vivo su pianta, in condizioni controllate, allo scopo di valutare l'efficacia dei bioformulati (da applicare in fase pre e post trapianto) tramite la rilevazione di parametri come altezza e peso della parte aerea e dell'apparato radicale di ogni singola pianta, e densità di popolazione dei nematodi; nell’analisi dei metabolomi al fine di ottenere informazioni utili sul variare dei profili in seguito al rilascio delle biomolecole nel mezzo di crescita.

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  • WP4: – Applicazione delle tecnologie innovative individuate, da sole e tra loro integrate, per la difesa ai nematodi

    Tenendo conto dei risultati ottenuti dalle prove sperimentali, le innovazioni tecnologiche vengono trasferite in campo. I mezzi individuati che confermano avere un effetto positivo sul rapporto pianta-suolo, un miglioramento generale della performance della pianta ed una protezione nei confronti del parassiti, vengono applicati in campo sottoforma di bioformulati, da soli o integrati con altre pratiche agronomiche come la biofumigazione, la solarizzazione e l’uso di estratti vegetali naturali o sintetici che agiscono come biostimolanti. L'efficacia dei trattamenti viene valutata sia attraverso la rilevazione di parametri biometrici considerati fondamentali alla vendemmia: quantitativi (peso totale di uva per ceppo, numero di grappoli per ceppo, peso medio del grappolo, peso medio dell’acino) e qualitativi dei mosti (zuccheri, acidità, pH), sia attraverso campionature dei terreni atte a verificare le modificazioni (crescita o decrescita) della nematofauna dannosa. L’efficacia verrà valutata annualmente, in primavera inoltrata, effettuando il confronto con un testimone non trattato.

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  • WP5: divulgazione e comunicazione dei risultati

    All’inizio del progetto viene redatto un Piano di Comunicazione. Per ogni comunicazione interna ed esterna, viene adottato il logo del progetto. Al fine di condividere i risultati ottenuti con la comunità scientifica e con i diversi attori della filiera vitivinicola, e con l’auspicio di trasferire le tecniche anche in altre realtà agricole, sono previste: pubblicazioni in riviste specialistiche e non-specialistiche, scientifiche e tecniche; congressi ed eventi, sia scientifici (nazionali e internazionali) che tecnici e fieristici, con un contributo da parte dei partner sulle tematiche del progetto; visite dimostrative presso i vigneti dell’azienda partner; sito web e pagina Facebook, quest’ultima per facilitare la diffusione del progetto e dei suoi risultati sui social media, che vengono regolarmente aggiornati con i risultati e le iniziative (convegni, articoli, dimostrazioni in campo etc); altro materiale divulgativo.

     

  • Sopralluogo presso #CantinaRiccio con Francesco Vinale Arturo Erbaggio.

    Il 23 luglio l’IPSP di Portici ha effettuato il primo sopralluogo nei vigneti di Cantina Riccio, al quale hanno preso parte: il Dott. Gerardo Spiniello (Enologo ed Agronomo) ed il Dott. Arturo Erbaggio (Agronomo) afferenti a Cantina Riccio, il Prof. Francesco Vinale (Patologo vegetale, Responsabile Scientifico del Progetto DI.ON.Is.O.), il Prof. Francesco Paolo D’Errico (esperto in Nematologia agraria) e la Dott.ssa Elisa Troiano (Biologa collaboratrice dell’esperto in Virologia vegetale Dott. Giuseppe Parrella) afferenti all’IPSP-CNR di Portici. In tale occasione sono stati scelti i campi da destinare agli interventi di monitoraggio della nematofauna, del nematode dannoso Xiphinema index, del grapevine fan leaf virus (GFLV), e ai successivi trattamenti per la difesa ecocompatibile della vite.

  • IMPIEGO DI TECNOLOGIE INNOVATIVE

    Il giorno 12 Luglio 2021, si terrà un Webinar Divulgativo. Vi sarà la possibilità di accedervi attraverso il seguente link: https://bit.ly/3AHzORq

  • Ecco una breve nota sul primo anno di attività del portale psrcampaniacomunica.it

  • In occasione del XXVI Congresso Nazionale SIPaV

    (Società Italiana di Patologia Vegetale), tenutosi in modalità virtuale dal 15 al 17 Settembre 2021, è stato presentato il poster "Nematofauna and microbial
    communities as bio-indicators of vineyard soils health in Campania region (Southern Italy) - E. Troiano, G. d’Errico, C. Vincenzo, G. Parrella, F.P. d’Errico, F.Vinale" che illustra i primi risultati raggiunti nell'ambito del progetto DIONISO.

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“Sostegno per costituzione e funzionamento dei GO del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura” - Azione 2 “Sostegno ai POI”

Progetto realizzato con i contributi FEASR - Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: L’Europa investe nelle zone rurali